NON  STUZZICARE  IL  CAN  CHE  DORME

Cos’è peggio: avere un valido oppositore o un alleato incompetente?

di Antonio Petraroli

non stuzzicare il cane che dorme

In origine  questo articolo era diviso, essendo molto lungo e ricchissimo di particolari, in tre “puntate” ed era scritto con toni ben diversi, molto più aspri.
L’avevo tradotto in lingua inglese per pubblicarlo su C&AB e l’avrei poi mandato anche ad amici in Brasile, Belgio e Spagna per pubblicarlo anche lì. Beh, effettivamente, devo ammettere che ero molto deluso ed arrabbiato.
Poi però, col susseguirsi dei giorni, peraltro molto piacevoli, e dei contatti con membri del CDF e con uomini di primordine della federazione, ho capito che probabilmente quanto accaduto è stato solo il frutto di un “misunderstanding”, un malinteso, una semplice incomprensione e che la situazione potrà trovare una soluzione diplomatica in breve tempo.   
Avrei evitato del tutto di pubblicarlo, ma alcuni incivili attacchi diffamatori nei miei confronti mi hanno indotto ad un riadattamento per quantomeno spiegare, in una quasi breve sequenza cronologica chiarificatrice, i principali eventi ed i passaggi logici fondamentali. Per la serie: meglio non stuzzicare il can che dorme!
In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un inasprimento inspiegabile dell’azione del CDF nei confronti dei Club di Specializzazione. Senza voler ulteriormente commentare arrivo subito al dunque anche perché di “carne sul fuoco” ce n’è davvero tanta e non voglio sottrarre l’attenzione del lettore per preservarla intatta per i fatti oggettivi che ora vado ad esporre:
Parliamo appunto della collaborazione tra i Club di Specializzazione e la FOI. Una collaborazione che è resa necessaria dal fatto che i primi non sono membri della seconda, ma solo da questa riconosciuti.
Proprio nello stesso Regolamento dei Club di Specializzazione, subito subito in alto, le premesse chiariscono che :

“E’ riconosciuto come Club quel gruppo di allevatori che, specializzato nell’allevare una Razza, si prefigge di:
-    diffondere la passione per gli alati e contribuire, mediante consigli e suggerimenti, al loro corretto mantenimento in cattività;

-    promuovere e spronare la specializzazione dell’allevamento per un sempre più rapido progresso dell’ornitologia;

-    favorire lo scambio d’esperienze tra appassionati e pro-muovere la collaborazione tra i medesimi;
-    contribuire alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione, allo studio ed al miglioramento nella riproduzione, promuovendo riunioni tecnico-scientifiche, dibattiti, esposizioni dimostrative divulgative e pubblicazioni atte a favorire la conoscenza e l’amore per gli uccelli oggetto di studio.”

Leggiamo “gruppo di allevatori”, ma si sarebbe benissimo potuto dire “associazione di allevatori” perché, in base niente meno che all’art. 18 della Costituzione Italiana, questo sono i club: associazioni pure e semplici di liberi cittadini che si associano per perseguire uno scopo lecito. Si scrisse “gruppo” probabilmente per evitare confusioni con le “Associazioni della FOI” propriamente dette. Niente di particolare, giusto una precisazione.
Lo stesso Regolamento si rende necessario per coordinare e giustamente regolamentare, appunto, la collaborazione tra i Club e la Federazione. La sua ultima edizione risale al 2015 e fu definita con lunga concertazione, soprattutto per quanto riguarda l’art. 14, dal Presidente Cirmi.
Questo benedetto articolo 14, tanto declamato ma evidentemente misconosciuto, è stato oggetto di una strana e morbosa attenzione.
Ma vediamolo in dettaglio ponendo poi, subito a seguire in ordine perfettamente cronologico, tutti i vari interventi e le “autentiche interpretazioni” proposte/imposte.

Articolo 14 Regolamento Club di Specializzazione

"Il Club può utilizzare nelle sue mostre specialistiche inserite in calendario FOI-ONLUS giudici non appartenenti all’Ordine FOI-ONLUS purché siano riconosciuti tali ed in carica effettiva ad altra Federazione riconosciuta dalla COM, [Omissis]".
Caro lettore, leggi e dimmi tu: cosa c’è da interpretare in un articolo così inequivocabilmente chiaro!?
Eppure, subito nel 2016 nel verbale della riunione di giugno dei club di specializzazione il segretario Roberto Garavaglia verbalizza che :” Il Presidente della FOI Sposito e il Vice Presidente Crovace fanno presente di aver ricevuto varie sollecitazioni (chissà da chi? E chissà perché?) al riesame, dal punto di vista interpretativo, dell’art. 14 Regolamento Club e a tal proposito ribadiscono quanto riportato sull’articolo in discussione e deliberato a maggioranza nella precedente Assemblea dei clubs: le persone che sono abilitate al giudizio nelle mostre specialistiche indette sotto l’egida F.O.I. e pertanto inserite a calendario ufficiale delle manifestazioni sono Giudici appartenenti all’Ordine dei Giudici FOI o OMJ, quindi riconosciuti dalla C.O.M. [Omissis]”.

Al lettore poco pratico dell’organigramma COM dirò brevemente che così come l’OdG, l’Ordine dei Giudici, è l’organo tecnico della FOI, alla stessa stregua l’OMJ è l’organo tecnico della COM. Non tutti i giudici federali nazionali fanno parte del OMJ. Per essere inserirti in quel pannello e quindi “passare”, come si è soliti dire, a Giudici Internazionali, bisogna superare un esame.
Quindi quanto scritto nel verbale del 2016 è assolutamente inesatto!
Contattato informalmente e personalmente il segretario Garavaglia – avevo ipotizzato un semplice errore di verbalizzazione – abbiamo rapidamente convenuto su tale tesi.
L’anno successivo, siamo al 2017, tanto per essere sicuri abbiamo pensato di presentare una lettera ufficiale firmata dai vari presidenti di club che sostenevano la suddetta tesi e protocollata dalla segreteria FOI.

I Club firmatari sono stati:

Arricciato del Nord;
Yorkshire Canary:
Japan Hoso;
Fife Fancy;
Lancashire;
Arlecchino Portoghese;
Fiorino;
Border Canary;
Bossu;
Lizard;
Norwich;
Crested;
Italian Gloster Society.

Richiesta art.14 firmata prot

 

In maniera molto corretta devo ammettere, nel solito verbale della riunione dei Club troviamo scritto al punto 4:
“Il   Segretario Roberto Garavaglia comunica che la corretta interpretazione dell’art. 14 del Regolamento dei Club prevede che i giudici abilitati a giudicare nelle Mostre Specialistiche di Club sotto l’egida della FOI sono quelli regolarmente in carica nell’ambito della ODG/FOI o di una Federazione estera riconsociuta dalla COM nazionale. [Omissis]“
Viene anche, nel medesimo verbale, prorogata la norma in base alla quale si consente la partecipazione al giudizio (FOI/OMJ/Altra-Federazione) in “accoppiata” agli allevatori esperti (italiani e/o stranieri) proposti dai Club (probabilmente dal termine “accoppiata” verrà poi l’errata interpretazione e la definizione del rapporto 1:1 nel verbale del CDF di marzo 2018). Vediamo:
“Il Presidente Sposito conferma la volontà di estendere anche per la Stagione Mostre 2017 la sperimentazione di affiancamento al Giudice riconosciuto (FOI e od altra Federazione riconosciuta dalla COM) di una persona indicata dal Club per un giudizio in coppia. “…  E’ proprio scritto così nel verbale!
Ooohh, finalmente tutto chiarito si potrebbe addirittura sperare. Finalmente tutti hanno compreso che la FOI, che è una delle tante federazioni della COM (COM sta per Confederazione Ornitologica Mondiale… Confederazione significa insieme di federazioni), autorizza nelle mostre specialistiche dei Club la partecipazione dei giudici delle altre federazioni oltre ovviamente ai suoi ed a quelli del pannello OMJ.  Anzi, in più il Presidente Sposito ri-concede la proroga per un giudizio in coppia ad un allevatore esperto (italiano o straniero) indicato dal club come aveva già fatto nel verbale del 2016.
Ovvio no!? 

Eppure “NO!”, perché, per me inspiegabilmente ed incredibilmente, tutto quanto scritto prima viene travisato sia nella forma che nella sostanza nel verbale del CDF del 23 e 24 marzo 2018 (pubblicato a fine aprile subito dopo l’Assemblea delle Associazioni) dove si scrive al punto 2.2 :
[Omissis] “Per quanto fosse nelle più prossime intenzioni del CDF, l’occasione offerta dal Direttivo dei Club di Specializzazione si appalesa utile per una precisazione esplicativa dell’art. 14 del Regolamento dei Club di Specializzazione, al fine di evitare strumentali interpretazioni dello stesso e chiarire in via definitiva la posizione federale in argomento.
Va quindi affermato con decisione che deve essere considerato Giudice colui/colei che ha frequentato un corso ovvero una scuola ed ha conseguito presso la Federazione di appartenenza l’abilitazione al giudizio di tutte le razze rientranti nella sezione di specializzazione di riferimento.
Di conseguenza, in applicazione del criterio generale universalmente riconosciuto, non è per la FOI reputato Giudice colui/colei che, pur essendo paradossalmente ritenuto tale da qualche Federazione ovvero da sovrastrutture nelle stesse esistenti senza alcun riconoscimento, non abbia i requisiti innanzi indicati.
In altri termini, coloro che non posseggono tali requisiti saranno considerati specialisti della razza ovvero allevatori esperti della stessa anche se la loro Federazione di appartenenza dovesse impropriamente appellarli con il titolo di Giudice.
Gli specialisti della razza ovvero gli allevatori esperti della stessa individuati e scelti dal Club nell’ambito delle mostre specialistiche potranno affiancare, in rapporto di uno ad uno, i Giudici che rimarranno i titolari del giudizio e redigeranno il verbale della mostra nel quale attesteranno anche le operazioni svolte dagli stessi.”
Il “rapporto di uno a uno” introdotto è l’ultima mazzata che colpisce in primis quelle associazioni che, sia al nord che al sud, organizzano eventi specialistici ed ospitano i club. Tale rapporto determina ovviamente un notevole incremento delle spese per la logistica legata ai giudici.
“Non saranno ammesse deroghe ai principi innanzi esposti e non saranno accettate certificazioni da qualunque Ente provenienti volte ad attestare la qualità di Giudice.
Ai Club che dovessero violare le disposizioni di cui innanzi verrà revocato il riconoscimento federale mentre alle Associazioni sarà applicato il sistema sanzionatorio previsto dal Regolamento Organico.

Caspita! Viene quindi, in buona sostanza, riformulato integralmente e stravolto il testo dell’art. 14 senza nemmeno attendere la riunione dei Club che si svolgerà a breve.

Questa la modifica ufficialmente deliberata:
Articolo 14 – Il Club può utilizzare nelle mostre specialistiche inserite – in via autonoma o mediante l’ausilio di una o più Associazioni – in calendario FOI-ONLUS Giudici non appartenenti all’Ordine FOI-ONLUS sempre che, pur provenendo da altre Federazioni riconosciute dalla COM, abbiano frequentato un corso ovvero una scuola ed abbiano conseguito presso la Federazione di appartenenza l’abilitazione al giudizio di tutte le razze rientranti nella sezione di specializzazione di riferimento. La scelta di Giudici stranieri appartenenti alle altre Federazioni riconosciute dalla COM andrà comunicata in forma scritta (anche via mail) entro il 28 febbraio alla Segreteria della Federazione ed al Presidente dell’Ordine dei Giudici, al quale ultimo spetterà il compito di convalidarla a condizione che siano rispettati i requisiti come innanzi richiesti. Anche qualora il Club richieda l’utilizzo di Giudici appartenenti all’Ordine FOI-ONLUS dovrà comunicarlo in forma scritta (anche via mail) entro il 28 febbraio alla Segreteria della Federazione ed al Presidente dell’Ordine dei Giudici, assolvendo al pari delle Associazioni affiliate tutti gli oneri amministrativi connessi all’assegnazione. In tale ultimo caso la richiesta potrà essere anche nominativa. Costituisce principio istituzionale e non derogabile quello secondo il quale in ogni mostra specialistica via sia la presenza di un Giudice in carica effettiva presso la Federazione di appartenenza e dotato dei requisiti innanzi richiesti. Coloro che non posseggono tali requisiti saranno considerati specialisti della razza ovvero allevatori esperti della stessa anche se la loro Federazione di appartenenza dovesse appellarli con il titolo di Giudice. È facoltà del Club la possibilità di affiancare nell’ambito delle mostre specialistiche, in rapporto di uno ad uno, i Giudici con gli specialisti della razza ovvero con gli allevatori esperti dallo stesso individuati e prescelti. I Giudici rimangono i titolari del giudizio e redigono il verbale della mostra nel quale attesteranno anche le operazioni svolte dagli specialisti della razza ovvero dagli allevatori esperti a loro affiancati. Non saranno ammesse deroghe ai principi innanzi esposti e non saranno accettate certificazioni da qualunque entità provenienti volte ad attestare la qualità di Giudice. Ai Club che dovessero violare le disposizioni di cui innanzi verrà revocato il riconoscimento federale mentre alle Associazioni sarà applicato il sistema sanzionatorio previsto dal Regolamento Organico. È facoltà del CDF inviare senza oneri aggiuntivi per il Club Giudici FOI-ONLUS in aggiunta ad eventuali Giudici stranieri al fine di incrementare lo scambio di conoscenze ornitologiche. Il Club non può indicare e/o utilizzare Giudici e/o tesserati FOI-ONLUS sanzionati con il provvedimento disciplinare dell’espulsione. Tale condizione ostativa è ricorrente anche in caso di iscritti all’albo Giudici di altre Federazioni. Il Club non può utilizzare Giudici FOI-ONLUS durante il periodo di sospensione disciplinare.”
Caro lettore, leggi con attenzione e poi ti rimetto qui sotto, per facilitarti il compito, lo stesso articolo nella sua forma originaria:

Articolo 14

“Il Club può utilizzare nelle sue mostre specialistiche inserite in calendario FOI-ONLUS giudici non appartenenti all’Ordine FOI-ONLUS purché siano riconosciuti tali ed in carica effettiva ad altra Federazione riconosciuta dalla COM, [Omissis]”

Vedi caro lettore le differenze?  Io spero che tu, ora, riesca a vederle perché, in caso contrario, non so proprio come fare per aiutarti. Il mio consiglio è quello di rileggere con maggiore attenzione e senso critico. Prenditi il tuo tempo e, soprattutto, non fare come chi ha troppa fretta di schierarsi con la foga di sbandierare l’insegna e dichiarare l’incondizionata professione di fede nella vana speranza di facili poltrone perché, è sempre verificato, chi accetta troppo passivamente dogmi è inevitabilmente un bigotto e di strada non ne fa.
Mi piacerebbe pensare e sperare che, volendo fare una metafora, il “matrimonio” tra i Club e la Federazione ora sia semplicemente e naturalmente giunto al suo settimo anno…
La famigerata “crisi del settimo anno”: i contrasti sono all’ordine del giorno!
E’ fisiologico che tali contrasti, nel nostro mondo quasi imprescindibili, siano dovuti ad un punto di vista diverso, una diversa visione. Perché magari diversa è l’esperienza da cui si proviene, diversi, forse, i bisogni da soddisfare. Quello che occorre in questo frangente, per intraprendere un cammino condiviso e progredire tutti insieme, è gente matura e capace. Capace soprattutto di comprendere l’altro ed aprirsi al confronto. Incapaci sobillatori e bigotti alleati non faranno altro che frenare ed inesorabilmente rallentare questo progresso. Perché se è vero che in rete ci sono “i soliti noti”, è altrettanto vero che spesso s’incontrano anche “i soliti idioti”.
Se riusciremo a superare questo particolare momento col dialogo e la pazienza, saremo probabilmente anche capaci di comprendere che, a ben vedere, le nostre necessità ed i nostri desideri sono i medesimi e raggiungeremo finalmente quella condizione di reale collaborazione che, tutti uniti nella nostra passione, auspichiamo.

 

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